Blog › Allenare
Filmare un allenamento, non una partita
Il video di allenamento serve a correggere un gesto mentre il giocatore può ancora rifarlo.
Quasi tutto ciò che si scrive sulla ripresa sportiva parla della partita: inquadratura larga, altezza, analisi il lunedì. Applicato all'allenamento, questo modello produce due ore di video che nessuno riapre. La seduta richiede la logica opposta: più vicino, più corto, e un riscontro immediato.
L'unico vantaggio reale: il giocatore è ancora lì
Una partita filmata si guarda più tardi, quando la situazione è scomparsa. In allenamento, il giocatore che ha appena sbagliato il controllo di palla è a dieci metri, in tenuta, con un pallone. Mostrare la sequenza entro un minuto e fargli rifare il gesto è l'unica situazione in cui il video produce una correzione osservabile lo stesso giorno.
Tutto il resto ne deriva: se il riscontro non è immediato, filmare un allenamento non ha quasi alcun interesse rispetto a filmare una partita.
Filmare tre esercizi, non la seduta
L'errore classico è posare il telefono a bordo campo e lasciarlo girare novanta minuti. Si ottiene un file enorme, dominato da tempi morti, istruzioni e spostamenti, in cui i venti secondi utili sono introvabili.
Un metodo che regge: scegliere tre momenti decisi in anticipo, e filmare solo quelli.
- Un gesto ripetuto: tiro, rimessa, servizio, tiro in sospensione. È ciò che il video mostra meglio, e spesso l'unico modo per far ammettere un difetto a un giocatore convinto di fare diversamente.
- Una situazione di opposizione ridotta, due contro due o tre contro tre. Abbastanza piccola da stare nell'inquadratura, abbastanza ricca da mostrare una decisione.
- Un calcio piazzato, se ne lavorate uno. È l'ambito in cui il posizionamento si corregge al metro, e in cui il video sostituisce utilmente dieci minuti di spiegazioni.
Venti o trenta secondi per sequenza bastano. Oltre, si filma l'attesa.
Più vicino, meno in alto
In una partita l'altezza comanda tutto perché si vogliono leggere le distanze tra le linee. In un esercizio si vuole vedere un appoggio, l'orientamento di una spalla, un tempo di reazione: un telefono ad altezza d'uomo, a dieci o quindici metri, fa meglio di un'asta di cinque metri. Basta un semplice piede da un metro, che ha il vantaggio decisivo di spostarsi in pochi secondi da un esercizio all'altro.
Mettetevi di tre quarti, piuttosto che di fronte o di profilo pieno: è l'angolo che mostra insieme ciò che fa il giocatore e ciò che guarda.
Il riscontro al giocatore: quindici secondi, una sola consegna
Il momento del riscontro è quello che si sbaglia più spesso. Tre regole, imparate sbagliandolo:
- Una sola consegna per sequenza. Il giocatore non trattiene tre correzioni, non ne applica nessuna. Scegliete quella che conta, lasciate le altre due.
- Individualmente, non davanti al gruppo. Un errore mostrato a dodici compagni smette di essere un punto tecnico e diventa un giudizio. Lo stesso estratto visto in due funziona benissimo.
- Rifare subito. Il gesto corretto deve essere rigiocato subito dopo, altrimenti la correzione resta un'idea. Rifilmatelo: il confronto prima-dopo è l'unico momento in cui il video dimostra un progresso invece di raccontarlo.
E tenete la seduta in movimento. Se l'esercizio si ferma mentre l'allenatore cerca la sua sequenza nella galleria, il beneficio viene mangiato dal tempo perso: è il motivo per cui molti istruttori abbandonano dopo tre tentativi. La correzione utile è quella che si ritrova in due gesti.
Ciò che non sostituisce
Il video di allenamento non sostituisce né l'occhio né la dimostrazione. È buono su ciò che è ripetuto e lento a cambiare: un appoggio, un posizionamento, un orientamento. È debole su ciò che è rapido e contestuale: la velocità reale, la pressione di un avversario, la fatica. Filmare una partita serve a questo, e i due usi non si sostituiscono a vicenda.
Un ultimo punto che non è tecnico: le regole sull'immagine dei giocatori sono le stesse in allenamento e in partita. Una seduta è un luogo privato, ma un estratto inviato a un giocatore minorenne, o pubblicato, rientra nelle stesse autorizzazioni: vedere cosa richiede la legge.
Domande frequenti
Quanto tempo bisogna filmare in una seduta?
Due o tre minuti utili in totale, ripartiti su tre esercizi scelti in anticipo. Filmare l'intera seduta produce un file che nessuno riapre e rende impossibile il riscontro immediato.
Bisogna mostrare il video davanti a tutto il gruppo?
No, salvo per un principio collettivo che riguarda davvero tutti. Una correzione individuale si mostra al giocatore da solo: davanti al gruppo viene recepita come un giudizio e produce l'effetto opposto a quello cercato.
Non rompe il ritmo della seduta?
Se il riscontro dura più di un minuto, sì. La regola è mostrare mentre l'esercizio continua per gli altri, mai fermando tutti.
Da quale età il riscontro video è utile?
Appena il giocatore sa descrivere ciò che ha appena fatto, cioè verso i dieci o undici anni in pratica. Più piccoli, l'immagine diverte ma non modifica il gesto: la dimostrazione resta più efficace.
Per sport: Calcio · Pallamano · Tennis
Da leggere dopo
Ritrovare la sequenza in due gesti
Con il Recall Mode premete una volta ad azione finita e il clip è già ritagliato, pronto da mostrare al giocatore sul campo. Prova di 14 giorni, senza carta di credito.